Articolo taggato “sono”

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"Vivo nel disordine  in un’oasi di tranquillità non c’è terremoto che mi dia preoccupazione

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"Oggi tutto va bene
È una bella giornata
Esco fuori e respiro
L’aria profumata

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"Sono
come tu mi vuoi
ti amo
come non ho amato mai
Io sono
la sola
che possa
capire
tutto quello che c’è da capire in te.
Forse
se tu baciassi me
forse
capiresti meglio che
io sono la sola
che tu
possa amare
non lo vedi che sono a due passi
da te.
E non sai quanto bene ti ho dato
e non sai quanto amore sprecato
aspettando in
silenzio che tu
ti accorgessi di me
per capire
quello che già sai
che sono
Sono Come Tu Mi Vuoi
come tu mi vuoi.
Io
sono
la sola
che tu
possa amare
non lo vedi che sono a due passi
da te.
E non sai quanto bene ti ho dato
e non sai quanto amore sprecato
aspettando in silenzio che tu
ti accorgessi di me
per capire
quello che già sai
che sono
sono come tu mi vuoi
come tu mi vuoi!!!!…"

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(I’m Not There) il film di Todd Haynes. Con Christian Bale, Cate Blanchett, Marcus Carl Franklin, Richard Gere, Heath Ledger, Ben Whishaw, Charlotte Gainsbourg, David Cross, Bruce Greenwood, Julianne Moore, Michelle Williams. . 
"Ogni capitolo della vita di Bob Dylan interpretato da un attore diverso Profeta, cantastorie, contestatore. Anticonformista, folle, genio assoluto del novecento. Io non sono qui è un viaggio nel tempo di Bob Dylan, attraverso il ritratto di sei personaggi – colti ognuno in un aspetto diverso della vita artistica e privata del menestrello americano – che intrecciano le loro storie di protesta, disagio, erranza e solitudine in una performance evocativa diretta da Todd Haynes. Anche stavolta, in un’ambientazione che riecheggia gli anni sessanta – avvicinandosi con forza alle tematiche dei suoi film più noti come Lontano dal paradiso e Velvet Goldmine – il regista americano sperimenta una narrazione frammentata e psichedelica, utilizzando sei diversi stili di regia all’interno di ogni microcosmo narrativo.
C’è Arthur, poeta simbolista che porta lo stesso nome di Rimbaud, interrogato e poi condannato da una commissione d’inchiesta per i suoi presunti legami con gruppi sovversivi e di estrema sinistra. C’è Woody (Guthrie) un bambino di undici anni scappato da un riformatorio e pronto a raggiungere il capezzale del morente omonimo, il cantante folk che ha influenzato per lungo tempo la musica di Dylan. Poi c’è Jack cantore della protesta al tempo della guerra in Vietnam, Robbie attore e motociclista, Jude l’androgino e cinico cantante folk, e per finire l’illuminato pastore John e il vecchio Billy (The Kid), ispirato al celeberrimo criminale. Quello di Todd Haynes è più di un mockumentary o di un omaggio al Dylan che più amiamo (non a caso è l’unico ritratto che lo stesso Dylan sembra aver davvero apprezzato), ma una miscela perfetta di musica, arte visiva, cinema. Fotografia rigorosa, sei registri narrativi che si intrecciano sul calare degli anni ’70, quando le illusioni e le utopie di un mondo migliore si infrangevano definitivamente sul campo di battaglia di una guerra infinita e inutile. C’è la musica, allora, a risollevare le sorti di un’umanità stanca, a dar voce ai poveri e ai diseredati, ma c’è anche il cinema – di Todd Haynes – che ogni volta restituisce la magia delle atmosfere magiche perse nei ricordi".

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è il titolo del film del 2000, ma la domanda è attuale..
ovvero “Quando l’amore ci si mette è veramente bastardo”!

Regista: Aldo Baglio, Giacomo Poretti, Giovanni Storti, Massimo Venier.
Con Antonio Catania, Marina Massironi, Giacomo Poretti, Aldo Baglio, Giovanni Storti, Silvana Fallisi, Paola Cortellesi, Augusto Zucchi, Ines Nobili, Daniela Cristofori, Max Pisu, Valentino Picone.

A Milano, di notte, Giacomo suona a casa di Giovanni. Questi va ad aprire, lo vede e gli sbatte la porta in faccia. E’ Aldo ad intervenire, dicendo che per conoscere i fatti bisogna tornare indietro. Tre anni prima. Il terzetto vive in grande amicizia. Li accomuna il sogno di mettere in scena il Cyrano di Bergerac. Ma intanto, per vivere, Aldo fa la comparsa al teatro dell’Opera; Giovanni ha il ruolo di statua vivente in un centro commerciale; Giacomo fa il doppiatore di serial e telefilm. Anche la vita sentimentale non li lascia tranquilli. Aldo proclama di non avere legami, ma in realtà ne ha uno molto stretto con Silvana che lo tiene ben stretto. Giacomo fantastica di favolose storie d’amore, mentre Giovanni pensa a come cambiare la propria vita e lasciare quel lavoro insopportabile. Grazie ad un equivoco (uno scambio di portoni), Giovanni conosce un giorno una ragazza, Marina, di cui subito si innamora. Lei fa la hostess, e Giovanni, per frequentarla, cerca di organizzare una cena nella nuova casa, dove i tre sono andati ad abitare. Ma le cose non vanno per il verso giusto. E finisce che, mentre Giovanni aspetta l’occasione buona, Giacomo si fa avanti e riesce ad uscire con Marina. Quando la verità viene a galla, tra i due cala il gelo. E siamo all’inizio. Ma ora arrivano dalla Sicilia notizie gravi sulla salute di Aldo. E così Giovanni si fa convincere, sia pure di malavoglia, a fare il lungo viaggio per andare a trovare l’amico. In effetti Aldo sembra essere molto malato. Ma, dopo tante preoccupazioni, anche qui tutto si svela: era uno scherzo che Aldo aveva messo in piedi per far riconciliare i due amici. Ora il sereno è tornato, ed è possibile andare in scena con una nuova versione del Cyrano di Bergerac.

Nella realtà le cose non sono mai così semplici, ma il film ci invita ad una leggerezza, ad una maggiore attenzione per le dinamiche dell’amicizia e i suoi intrecci, spesso equivocanti, con gli altri sentimenti. Meglio congegnato dei due precedenti film, “Tre uomini e una gamba” e “Così è la vita”, il terzo lavoro cinematografico del gruppo si impone anche per una più attenta cura registica e maggiore maturità stilistica. Che riesce naturale, come sa essere naturale l’amicizia fra i tre, perché mettono in gioco se stessi ed evitano la maschera attoriale spesso deformante. La chiave del film ce la offre il titolo, perché la domanda intorno alla felicità è una domanda che respira nella storia privata di tutti e questa, spesso congestionata dai ritmi fuorvianti della quotidianità, esige una risposta che il film offre semplicemente, lontano dalle cattiverie e da certi contorsionismi intellettuali. Nonostante ciò la storia dimostra un’intelligenza fresca e spontanea. Il film gioca con gli incastri dei personaggi, tutti marginali del successo artistico, rievocando la sofferenza di tutti quelli che devono affrontare anni di dura gavetta prima di riuscire nel mondo dello spettacolo. Giacomo è un tollerato doppiatore di film di serie B; Giovanni è mimo e fa la statua vivente nella vetrina di un commerciante angosciante; Aldo fa brevi comparsate alla Scala.
I tre cercano una carta vincente e si avventurano nella messinscena del Cyrano di Bergerac, la celebre storia di Rostand che peraltro presta il fianco all’intreccio amoroso che la bionda e bravissima hostess, interpretata da Marina Massironi, innesca.
Il filo degli amori è tenuto insieme dall’irrequietezza sentimentale di Aldo che non riesce a scrollarsi di dosso, neppure a testate, un’appiccicosa e insopportabile fidanzata, Silvana (interpretata dalla moglie Silvana Fallisi). La commedia gioca così sugli scambi, le coincidenze, gli equivoci e l’intreccio si ingarbuglia fino a far saltare l’amicizia e il Cyrano.
Il montaggio in parallelo racconta il viaggio forzoso (a tre anni dalla rottura fra i tre amici e la hostess) verso la Sicilia per raggiungere Aldo (colpito da uno strano e sospetto malore) e i flashback che raccontano le ragioni del viaggio. La commedia all’italiana è così salvata davanti a una platea siciliana (forse non a caso) nel nome del nasuto spadaccino, che nella storia messa in scena presta il proprio talento rimatore al bello ma sciocco Cristiano per sedurre la cugina Rossana. Come dice Aldo: “Quando l’amore ci si mette è veramente bastardo”. Sono da ricordare anche i brevi ma intensi camei di Antonio Catania, nelle vesti di vigile urbano (protagonista di una improvvisata partita di basket) e di Beppe Battiston, improbabile rapinatore che dopo il fallito colpo, piange disperato e consolato da Aldo, Giovanni e Giacomo.

Riferimenti: amore & cinema

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“Sono qui per l?amore, per le facce curiose che fa
Per la coda alla cassa, con il saldo più o meno a metà, per le gabbie di carta, per la chiave scordata in cantina, per il giro del sangue e per quello del vino.

Sono qui per l?amore, per difendere quello che so
per le rampe di lancio, e lo sporco che riga gli oblò
che nel lancio ci siamo, e la torre controllo lontana, con il brico sul fuoco e la fiamma puttana.

Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andarsi bene, un solo sole che forse basterà.
Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andare insieme, in una vita che forse basterà.
Questo andarsi bene qua?..

Sono qui per l?amore, e per tutto il rumore che vuoi
E i brandelli di cielo che dipendono solo da noi, per quel po? di sollievo che ti strappano dall?ombelico, per gli occhiali buttati, per l?orgoglio spedito, con la sponda di ghiaia che alla prima alluvione va giù.. ed un nome e cognome che comunque resiste di più.

Sono qui per l?amore per riempire col secchio il tuo male, con la barca di carta, che non vuole affondare.

Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andarsi bene, un solo sole che forse basterà.
Con tutto il sangue andato a male, e poi di colpo questo andare insieme, in una vita che forse basterà.
Questo andarsi bene qua?..

Sono qui per l?amore, per le facce curiose che fa
Per le giostre sfinite che son sempre più fuori città, stabiliamo per sempre le corsie che ci mandano avanti, e prendiamo le multe tutti belli e cantanti…”

(by Ligabue, “Nome e Cognome”, 2005)

Riferimenti: amore & musica

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“Siamo nati cattivi
abituati a schivare l’amore
e giorno per giorno
impariamo ancora

Penitenti indecisi
ai ferri di un solido muro nero
che dal viale d’entrata
ci divide la vita a metà

È vero signori
è vero io non sono innocente
ho una promessa d’onore legata alle dita
è vero signori è vero
non m?importa di niente
una questione d’onore assicura la mia dignità

Siamo nati cattivi
preparati a sfidare l’amore
e giorno per giorno
impariamo ancora

Giudicati e recisi
al fermo di un arido cielo nero
dal cortile d’entrata
ascoltiamo la vita al di là

È vero signori è vero
aspettando il presente
giorno per giorno onorando la vita
è vero signori è vero
io non sono innocente
una sentenza affilata per la mia fedeltà

Mi sorprende un ricordo sereno
quando sogno distante e mi vedo lontano
mi sorprende un ricordo sereno

Io mi sveglio la notte e ho paura
di guardarmi le mani
apro gli occhi e mi siedo nel buio
aspettando che arrivi domani

Siamo nati cattivi
allenati a tradire l’amore
e giorno per giorno
impariamo ancora

Siamo nati bambini
ai piedi dell’ultimo vicolo cieco
che dal primo sorriso
ha diviso la vita a metà

Mi sorprende un ricordo sereno
quando grido distante e mi ascolto lontano
mi sorprende un ricordo sereno

Io mi sveglio la notte e ho paura
di pensare a domani
apro gli occhi e mi sento al sicuro
perché al buio non mi vedo le mani

È vero signori è vero io non sono innocente…”

(by Luvi De André, “Io Non Sono Innocente”, 2006)
Riferimenti: amore & musica

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